Come creare un Videogioco: Le basi

Introduzione

Sviluppare un videogioco, è bene dirlo subito, non è cosa facile, anche un obiettivo piuttosto limitato può presentare ad un principiante alcuni ostacoli apparentemente “insormontabili”. Per dare vita ad un qualcosa di buono e di completo è necessario avere dalla propria: idee, conoscenze, tempo e soprattutto pazienza.

Alle prime armi: cosa escludere

Se questo è il primo videogioco che creiamo e soprattutto se non abbiamo un’esperienza più che buona relativa alla programmazione dimentichiamoci di realizzare, senza l’ausilio di strumenti di terze parti, un motore grafico personale (sia 2D che 3D) o altre cose del genere. La prima esperienza (per quanto possa risultare limitante) conviene che miri ad un risultato semplice ma di effetto; fin troppo spesso progetti troppo ambiziosi sono finiti con l’essere messi da parte a causa di frustrazioni per la propria inesperienza o mancanza di volontà: meglio ideare un gioco “a misura d’uomo” piuttosto che non realizzare nulla. Creare videogiochi purtroppo è un lavoro e non un gioco come molti credono: l’entusiasmo iniziale sfuma molto presto e si sostituisce alla noia rovinando così tutto il lavoro precedente. Tra le altre cose che è meglio mettere da parte (almeno fino al termine del gioco di base) ci sono anche le seguenti “esagerazioni”:

– Mille schemi di gioco, si rischia di non ultimarne neanche uno o peggio di realizzarne di banali.
– Mille personaggi (stesso discorso dei schemi).
– Mille tracce audio, mille effetti audio realizzati da una sola persona (stesso discorso dei schemi).
– Complicatissime opzioni aggiuntive alla modalità gioco normale (prima di avere qualcosa di completo in mano).

Le fasi di lavorazione: da dove cominciare e dove arrivare

  1. L’idea – Per prima cosa è indispensabile avere un’idea, preferibilmente originale, su cui basare il gioco. Una storia avvincente e personaggi psicologicamente caratterizzati possono infatti dare grandi risultati per quanto concerne il carisma del titolo che andiamo a produrre (ciò che oggi offre il mondo videoludico professionale ci è ampiamente di esempio).
  2. 2D o 3D? – Quando si arriva ad avere una storia il più possibile definita occorre decidere in quante dimensioni vogliamo realizzare il nostro video-game: 2D, 3D, 2D e 3D, 2D vettoriale, o altro. Nell’operare questa delicata selezione occorre tenere a mente tutti i fattori che influiranno sulla realizzazione, poniamoci quindi le seguenti domande:

    – Il gioco immaginato è univocamente rivolto alle due o alle tre dimensioni?
    – Siamo più in grado di dar vita ad una grafica di qualità tridimensionale o bidimensionale?
    – Con quali software possiamo aiutarci nella realizzazione grafica?
    – Quali tool per l’editing 2D o 3D sappiamo usare meglio?
    – Il gioco dovrà essere tutto 2D/3D o potrà avere degli accurati “mix”?

    Vediamo ora “comunemente” come si potrebbe ragionare:

    – Se la nostra scelta riguarda un picchiaduro sia il 2D che il 3D offrono notevoli vantaggi e prestazioni.
    – Se optiamo per uno sparatutto in prima persona il 3D è d’obbligo.
    – Se vogliamo dar vita ad un gioco di ruolo, il 2D risulta più semplice nella realizzazione.
    – Se desideriamo creare un videogioco di macchine o di sport il 3D offre notevoli vantaggi.
    – Se preferiamo un platform o un picchiaduro a scorrimento il 2D è decisamente consigliabile.
    – Se optiamo per un gioco di strategia a turni o in tempo reale sia il 2D che il 3D possono essere papabili.
    – Ecc.

    L’elenco potrebbe andare avanti all’infinito, in ogni caso teniamo presente che non esistono regole fisse, l’importante è scegliere ciò che più può esprimere il potenziale del gioco.

  3. Il team – Stabilite le dimensioni (2D o 3D) su cui lavorare è necessario formare un team di almeno 2 o 3 persone: un programmatore, un grafico e un musicista adatti. Proponiamo la nostra idea a quante più persone possibile e illustriamo cosa abbiamo intenzione di produrre con lucidità. Nella scelta dei membri del gruppo è fondamentale avere dalla propria, nel seguente ordine di importanza, almeno: un buon programmatore, un buon grafico e un buon musicista; a ciascuna di queste figure deve tendenzialmente corrispondere non un’abilità qualsiasi ma una capacità direttamente compatibile con le nostre decisioni precedenti. Ecco dei banali esempi:

    – Avere solo un designer 2D in un gioco totalmente 3D e forzarlo a operare in un campo che non gli si confà è spesso rischioso.
    – Avere un “programmatore” esperto in un tool che non richiede la scrittura di codice e forzarlo a scrivere righe (ad esempio) di C++ non conviene.

    Tutti i membri del team dovranno inoltre avere dei compiti in maniera da risultare costantemente e contemporaneamente coinvolti, il rischio di essere abbandonati a metà dell’opera non è assolutamente remoto.

  4. La “piattaforma” – In accordo con le possibilità del team occorre stabilire ora su quali software principali è meglio lavorare al fine di esprimere al meglio l’idea iniziale. Non esiste uno strumento perfetto, bensì esistono tantissimi tool con relativi pregi e difetti; a ciascuna tipologia di video-game corrispondono uno o più programmi (freeware e a pagamento) adatti allo scopo. Esistono tuttavia, secondo una nostra “suddivisione” tre tipologie di software atti al game design:

    – Easy, software che non necessitano l’uso diretto di codice (prestazione medio/medio-basso);
    – Medium, software che per migliorare i risultati supportano l’uso del codice (prestazione medio/medio-alto);
    – Advanced, software che necessitano l’uso diretto di codice (prestazione medio-alto/alto);

    La scelta dello strumento di sviluppo deve tener conto inoltre di come si intende distribuire il gioco alla fine (su internet, gioco leggero, su CD o DVD gioco pesante, ecc.).

  5. Strumenti secondari – Per realizzare un gioco occorre selezionare dei buoni strumenti (tendenzialmente più di uno): la cosa fondamentale è tenere conto del fatto che i tool più professionali, se da un lato offrono prestazioni elevate, dall’altro sono anche più difficili da usare, meglio optare quindi per software che ci permettano di lavorare a pieno regime e con una certa scioltezza piuttosto che andare ad arenarsi di fronte alla complessità di utilizzo.
  6. Personaggi, oggetti e ambienti – Perchè il risultato grafico appaia di livello è importante che non vi sia una discrepanza troppo evidente tra sfondi, personaggi, oggetti primari e secondari: se possibile meglio utilizzare per il design gli stessi programmi, le stesse tonalità e profondità di colore, quasi lo stesso livello di dettaglio e ultimo ma non meno importante lo stesso stile o comunque uno stile che si amalgami bene con le altre componenti del gioco. Un metodo efficace di dar vita a personaggi e oggetti di qualità è il realizzarne uno schizzo a matita su carta per poi, magari con l’ausilio di uno scanner, trasporne (con rifacimento integrale) la figura in 3D o 2D. In questa fase di composizione è spesso utile seguire le seguenti norme:

    – Creare due o tre character (es. maschio e femmina) con le animazioni di base, senza alcuna particolarità (neutri), dai quali ricavare poi con le debite modifiche tutti o quasi i restanti protagonisti del videogioco; seguendo questa tecnica ci sarà un maggiore equilibrio nella grafica, nonchè ci vorrà meno tempo a concludere il lavoro.
    – Mirare a completare il più presto possibile ciascun singolo personaggio, evitiamo quindi di iniziarne dieci senza averne nemmeno uno completo a disposizione (meglio pochi che nessuno); lo stesso discorso vale per gli oggetti e gli sfondi.
    – I giochi graficamente più attraenti sono quelli con un buon equilibrio di colori e meno pixel scoperti o “sgranature” possibili (usare se possibile l’antialias).
    – Per rendere meglio le mosse/movimenti dei protagonisti, l’ideale è creare effetti (sabbia, fumo, energia, linee cinetiche, ecc.).
    – Meglio salvare mille volte in mille fasi diverse (e in più copie) che “rodersi il fegato” per aver perso o erroneamente sovrascritto del materiale.

  7. La “programmazione” – In contemporanea con il progredire del design deve esistere una risposta sul lato della programmazione della struttura che farà da sostegno al tutto. Il miglior modo di organizzare le funzioni del gameplay, ecc. è quello di scrivere codice/azioni in maniera tale da poter essere riutilizzate più e più volte (es. se due personaggi si muovono allo stesso modo è meglio disporli in maniera che facciano entrambi riferimento alla stessa azione piuttosto che creare due azioni uguali relative a ciascuno di loro); questa tecnica oltre a far guadagnare tempo prezioso, limita anche il numero di errori e anzi li mette subito in evidenza. Vediamo adesso alcune note interessanti a riguardo della gestione delle azioni di gioco:

    – Un video-game è spesso imitazione/simulazione della realtà in un universo del quale noi dettiamo le regole, usiamo quindi tutti gli stratagemmi che ci possono essere d’aiuto (oggetti invisibili, contatori, il caso, ecc.).
    – Quasi tutti i tool di sviluppo appaiono le prime volte assai limitati rispetto al nostro modo di pensare, non è questo il modo di vedere la cosa, siamo noi a dover trovare uno stratagemma per raggiungere efficacemente il nostro obiettivo tramite l'”utensile” che abbiamo accuratamente scelto.
    – Internet è una fonte molto vasta e offre possibilità e soluzioni alla portata di tutti.
    – Meglio pochi livelli di gioco curati che un gioco incompleto.
    – Come in matematica la soluzione migliore è sempre quella più semplice, veloce e (in aggiunta) che spreca meno risorse.
    – Anche qui, meglio salvare mille volte in mille fasi diverse (e in più copie) che rodersi il fegato per aver perso o erroneamente sovrascritto del materiale.

  8. La musica e gli effetti – La musica è il cosiddetto “tocco di classe”, una buona musica può trasformare un buon videogioco in un autentico capolavoro ma allo stesso tempo un gioco può “vivere” anche solo di grafica e programmazione; in ogni caso, solitamente, per ciascun livello deve esserci un cosiddetto “loop” una sequenza musicale che si ripete armoniosamente senza far accorgere dello stacco e/o annoiare il giocatore (di norma non ci sono parole ma al massimo cori di sottofondo). Per chi può è possibile usare veri e propri strumenti musicali collegati al PC (chitarra, tastiera, ecc.) in alternativa si può optare per compositori di tracce prefatte o ancora, nota per nota, realizzare delle basi MIDI con gli appositi programmi (con schede audio prestanti è possibile dar vita a stupefacenti sequenze). Per quanto riguarda gli effetti (voci, rumori, ambiente, ecc.) va detto che il “fai da te” risulta spesso improbabile senza un adeguato supporto tecnologico (microfoni di marca o addirittura sale di registrazione), in compenso su internet o comunque tramite altri videogiochi è possibile recuperare senza troppe difficoltà vario materiale utile allo scopo.
  9. Le rifiniture – Terminate (davvero terminate) le fasi precedenti è possibile sbizzarrirsi nel preparare una cornice di abbellimento e ampliamento del videogioco, inserendo ovvero:

    – Menù di gioco.
    – Opzioni audio/video e difficoltà.
    – Classifiche, supporto multiplayer, salvataggi, editor, parti da sbloccare, contenuti speciali, crediti, modalità alternative, ecc..
    – Video iniziali, intermedi e finali (in computer grafica o altro).
    – Un eventuale spazio ad un seguito.
    – Ecc.

  10. Beta test – Il beta test consiste nel provare, inizialmente in prima persona ( il team), poi tramite amici o conoscenti tutto il lavoro al fine di individuare e correggere bug, incomprensioni e mancanze varie.
  11. Dove distribuire il mio Videogioco? –  Se pensi che il tuo videogioco sia all’altezza del mercato, puoi provare a distribuirlo nei vari store, qui di seguito quelli consigliati per ogni piattaforma:
  • Google Android: Sicuramente il miglior posto per pubblicare il gioco programmato per Google Android, è il Google Play Store, il principale store di Android. Il costo per l’iscrizione al Google Play Store per sviluppatori è 25$, potete trovare la pagina ufficilae qui..
  • App Store: Se hai creato un Gioco per Ipad, Iphone E Ipod, l’unico store in cui puoi distribuirlo è l’App Store, il costo è notevolmente più alto del Google play store.. per altre info visita qusto link..
  • PC: Se hai deciso di creare il tuo gioco per PC, puoi decidere di distribuire il tuo gioco da solo (Lo sconsiglio per chi non ha esperienza, non ha fatto precedenti progetti e per chi è ANCORA troppo poco famoso).. oppure optare per il nuovo e innovativo store, ovvero “Steam“.. la seconda scelta è la più consigliata, infatti, potrete trovare celebri giochi creati dalle grandi case di sviluppo (Come Ubisoft, EA ecc..) e piccoli (Ma talentuosi) Indie Games.. Per altre info visita il sito ufficiale..
  • Ecc.. (Troverai tutti i consigli per la pubblicazione e molto altro sulla guida completa).

 

 

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